
Nome: esther poliziani
sono una donna di 37 anni, quasi 38, ma con l'animo di una ragazzina non per immaturita ma per voglia di vivere andrei sempre a tavoletta ma qualche volta, troppo spesso, devo rallentare...
Patrick76 in sto leggendo un bell...
esher in sto leggendo un bell...
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utente anonimo in equilibristi
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sto leggendo un bellissimo libro di mario tobino intitolato: sulla spiaggia di là dal molo. E' la storia della nascita e dello sviluppo della mia città: Viareggio. lo stile della scrittura è semplice ed evocativo e, forse perché conosco bene la realtà in cui vivo, credo che l'autore abbia colto appieno il carattere di noi, uomini e donne di mare, col salmastro che scorre nelle vene. ci ha descritti come anarchici, e lo siamo, dediti ai piaceri della vita, ed è vero e soprattutto senza saperlo abbiamo applicato alla lettera la filosofia era. clitea del carpe diem.
Viareggio è un paese dei balocchi e in passato lo è stato molto di più..Il lavoro per noi è spesso un dovere al quale dobbiamo piegarci per poter soddisfare le nostre esigenze ludiche, siamo degli eterni peter pan, ma questo ci permette di vivere con estrema leggerezza,da non confondere con superficialità.
nell'accezione viareggina della parola "leggerezza" c'è il senso del gioco, la capacità di non prendersi mai troppo sul serio, la capacità di apprezzare e cogliere il bello che la vita ti offre proprio nel momento in cui te lo offre. anche le condizioni climatiche qui da noi sembrano venirci incontro: è una costante primavera, non ricordo inverni particolarmente freddi e comunque niente al confronto con altre città. Viareggio insomma è una città del nord della toscana, ma somiglia molto ad un paese di mare del sud epurato dei suoi aspetti negativi...
non sto facendo le veci di un'azienda del turismo locale ma è soltanto che leggendo quel libro ho ancor di più apprezzato la mia città e i suoi abitanti, passati e presenti. Sono felice di stare dove sto il mondo è sicuramente tutto bello, ma il mio piccolo mondo è favoloso!
un passo davanti all'altro
giorno dopo giorno
immaginando una lunga fila di sassi che
si perdono nell'infinito
i piedi malfermi
gli occhi a tratti spalancati
a volte completamente chiusi
le braccia allargate
a cercare un equilibrio
così difficile da trovare
sotto i sassi
l'acqua
se sbagli cadi
ti bagni
e quell'acqua ti rigenera
quell'acqua fredda ti sveglia
ti indica la nuova strada
la seguirai fino alla prossima caduta
ma non sarà una volta
saranno mille
fino all'ultima
quella definitiva
fin quando tu stesso sarai
sasso, acqua, freddo
ed è allora che sarai diventato qualcuno..qualcosa
ti dona una nuova energia
guardava il mare, l'orizzonte, perdendosi in un abisso di pensieri. era un giorno come tanti. il sole splendeva alto e tiepido, capace di riscaldare a stento le ossa infreddolite. ma il mare era là enorme, avvolgente e azzurro come non mai, sembrava quasi una immensa e inafferrabile coperta di velluto... sotto quel mare avrebbe voluto infilarsi fino al collo, rimboccandosi le coperte come faceva quando andava a dormire. voleva assolutamente perdersi in esso, diventarne infinitamente ed eternamente parte: un'onda bianca e spumosa, un sassolino rivoltato dalla forza dell'acqua un granchio. insomma, qualsiasi cosa diversa da sé pur di fuggire lontano da quel tormento.
nella catarsi totale, adesso, riusciva quasi a stare bene e comunque meglio di quando si trovava in mezzo alla gente, in mezzo alla vita. lì in quel posto, in quel giorno, a quell'ora, accadeva quacosa di strano: la vita intesa come scorrere di ore e minuti e condivisa insieme ad altri uguali a sé, lasciava il posto alla vera vita. era quella urgente della natura, sensuale sin nel suo odore così intenso, che quasi aggrediva violentemente le sue narici, nella sua capacità di fare rumore nel silenzio universale, e con quel suono entrarti fin dentro il cervello e lavarlo da ogni pensiero.
era questo che voleva: stare senza, cercare l'assenza per ritrovarsi. obiettivo di quel giorno era proprio cancellare il superfluo e cogliere solo l'essenza di ciò che si è e di ciò che si vive. lo raggiunse sì quell'obiettivo e soprattutto ci riuscì senza farsi domande, ma solo ascoltando e respirando... e lo fece per l'eternità.
siamo sempre alla ricerca di qualcosa a volte non sappiamo nemmeno di cosa
le poche volte che riusciamo a raggiungere una meta ne vediamo già un'altra profilarsi a distanza
e così sempre... indefessamente... inutilmente... ecco l'insoddisfazione!
c'è però chi pensa che senza questo continuo anelare a qualcosa o qualcuno non ci sarebbe la voglia di arrivare e quindi nemmeno la grinta necessaria per vivere ogni giorno
adesso però me lo chiedo in tutta sincerità: ha un senso uscire di casa ogni mattina come Indiana Jones alla ricerca della pietra filosofale o peggio ancora come rambo col coltello tra i denti?
io non l'ho ancora capito! tendenzialmente non vivo alla maniera di lara croft certamente, ma sono un'adrenalinica... ho bisogno di stimoli continui e di pormi continuamente obiettivi nuovi, che se non raggiungo, mi sputo in faccia allo specchio. sono ipercritica con me stessa, ma anche con gli altri insomma devo essere sincera? a volte manco io mi sopporto...
quale sarà mai il segreto della felicità? credete che ci sia un segreto o che ci sia la felicità?
sono stanca, anzi stanchissima, ma voglio ad ogni costo, con gli ochhi in mano, iniziare a scrivere almeno una riga sul mio blog appena nato. facendo un viaggio all'interno dei vari blog presenti in splinder sono stata particolarmente attratta da quello del pugliese massimo così pieno di citazioni dotte e di informazioni leggerlo tutto avrei voluto ma non ce l'ho fatta mi riprometto di farlo quanto prima... sicuramente mi lascerò consigliare nelle letture che ultimamente, per motivi di tempo, ho un po' trascurato... buonanotte